1941-1945: Una resistenza lunga,lunga…

30 Nov

 

                                  I Prodromi

Quando, fra la primavera e l’estate del ’41, l’Italia “fascistissima” di Mussolini e le colonne corazzate di Hitler aggredirono la Jugoslavia, l’area comprendente la Slovenia e la parte orientale delle “terre irredente” d’Italia – comprendenti il Friuli con la Carnia, il Collio, il “goriziano” , la piana isontina  oltre a Trieste ed il Carso che la circonda a Nord, si trovarono su un fronte caldo del conflitto bellico. Sul lato italiano si protrarrà, ancora per 2 anni, lo stato di retrovia logistica e di crescenti fermenti di opposizione alla guerra; questo processo fu più evidente nei maggiori centri urbani, nei grandi complessi produttivi, nelle aree di forte insediamento di popolazione slovena. Fu in quel periodo che l’antifascismo “frontaliero” trovò le prime ragioni di solidarietà attiva ed avviò la riflessione concreta sul “che fare”, fra i nuclei operai  dei Cantieri di Monfalcone e degli insediamenti produttivi portuali, industriali e ferroviari del capoluogo giuliano.   In questa fase non mancò l’apporto di intellettuali, dei quadri politici reduci dalla guerra di Spagna e dall’emigrazione in Francia. Su quel pezzo d’Italia segnato dallo scorrere al mare di Isonzo e Tagliamento, nelle terre ove prevaleva il radicamento dell’etnia slava (con radici nelle lotte operaie, nell’attività della terra,con una cultura di se già salda dalle lotte contro l’austro-ungheria) non fu  difficile comprendersi ed assumere distinti, utili ruoli per rendere difficile la vita al nazifascismo. Anche con un ruolo del piccolo clero in Carnia e nei piccoli centri agricoli del Friuli -particolarmente predisposto all’ “antitedeschismo” per ovvi motivi di storia recente – ….si “scaldarono i motori” di quella che fu due anni più tardi – con il 25 luglio e l’8 settembre del 1943 -la  Resistenza organizzata all’occupante nazista ed ai fascisti della Repubblica di Salò, ed ebbe termine solo il 20 maggio 1945 con  la sfilata a Trieste della “Brigata Garibaldi “Fontanot”.                                                                                                                      

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 A questo scorrere di eventi, politici e militari, la cui complessità andò accentuandosi con l’evolvere della lotta di liberazione nei due paesi limitrofi, dedichiamo le schede tematiche e la cronologia fotografica raccolte nel lavoro documentale di Luciano Patat, consapevoli dei limiti espositivi ed analitici di una tale ricerca, ma ben certi di una sua utilità nello stimolare ed orientare quanti desiderino approfondire ed arricchire le proprie conoscenze su un tale passaggio della nostra storia. Per intenderci, quella che non si insegna in alcuna scuola della Repubblica!

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