Partigiani in ..Africa

7 Nov

Nelle scorse settimane il mondo ha appreso che il “Nobel” per la Pace del 2019 era stato assegnato al Premier etiope  Abiy Ahmed Ali, con la seguente motivazione:    “….Quando il Primo Ministro Abiy Ahmed Ali ha teso la mano al Presidente Afwerki l’ha afferrata, contribuendo a formalizzare il processo di Pace fra i due paesi. Il Comitato norvegese per il Premio Nobel spera che l’accordo di Pace contribuisca ad un positivo cambiamento per l’intera popolazione dell’Etiopia e dell’Eritrea”.

I popoli di questo nostro pianeta, così violentato da conflitti locali e da guerre che si protraggono da troppi anni, non possono che ricavarne un barlume di qualche speranza per un futuro prossimo in cui le relazioni fra le nazioni possano regolarsi con il dialogo e trattati di pacifica convivenza.                                                                     Non ci illudiamo, che le potenze dominatrici dell’economia mondiale chiudano i loro arsenali o rinuncino a muovere le pedine di un pericolosissimo “gioco” per interposti attori regionali.  Ci rasenerebbe che un rigoroso embargo degli armamenti più letali -specialmente per le popolazioni civili – venisse praticato verso gli scenari più caldi. Non dovrebbe essere questo il precipuo compito delle Nazioni Unite?! Certamente, non è ulteriormente differibile una riflessione profonda (traendone poi le concrete conseguenze!) sui rischi globali che adducono all’umanità le nuove  guerre del terzo millennio:  controllo dei mari e degli stretti, rotte artiche, ricorso ai dazi mercantili (in era di globalizzazione dei mercati!), rapina delle materie prime essenziali  per la competizione tecnologica ed appropriazione delle fonti di energia  non rinnovabili, con conseguente aggravio del divario nello sviluppo fra interi continenti ed….il rifiuto di miliardi di uomini di pagare ulteriormente questa spirarle di ingiustizia sociale.    Non è compito di  “Vento d’aprile” trattare argomenti dell’attualità geopolitica, ma non possiamo esimerci, meglio prescindere, dal contesto di eventi che la cronaca mondiale riversa su 7 miliardi di abitanti della Terra. Per tale ragione abbiamo ritenuto essere di qualche attualità proporre a quanti ci seguono – rientrando quindi nel tema della Resistenza al nazifascismo – eventi che portarono alcuni “reduci” della guerra di Spagna a trasferire il loro contributo di solidarietà internazionalista proprio ai partigiani etiopi di quell’Abissinia che Mussolini ed i suoi generali avevano martirizzato con artiglierie, aerei ed iprite, per farne fulcro dell’Impero.

Va da se che la missione, affidata ai “Tre apostoli”, di organizzare e consigliare la  lotta di resistenza etiopica, aveva anche un fine strategico non secondario: impegnare e trattenere corpi d’armata del Regio Esercito sull’aspro altipiano d’Africa, distraendone l’apporto di forze e mezzi dall’esordiente avventura nazifascista in Europa. 

Clicca su ” I tre apostoli” >>>>>si aprirà la ricerca che vi proponiamo:  I tre apostoli

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