Archivio | settembre, 2018

Identikit criminogeno-4

18 Set

Mario Roatta, un’eccellenza criminogena! 

Roatta

Nato a Modena il 2 febbraio 1887, pluridecorato della 1° guerra mondiale. Addetto militare presso ambasciate con competenza per la regione del Baltico negli anni ’30, fu al comando del CTV (Corpo Truppe Volontarie) in Spagna dal 1936, al fianco ed a supporto delle truppe insorte di Francisco Franco contro la repubblica. Subì l’onta di Guadalajara( 8-23 marzo 1937) con vistose perdite di uomini ed armamenti, per l’azione di reparti spagnoli e delle Brigate Internazionali – fra i quali ebbe un ruolo primario la XII° “Garibaldi” guidata dal livornese Ilio Barontini  – venendo presto sostituito dal Gen. Ettore Bastico.Roatta, più adatto agli intrighi che all’uniforme fu, con  Paolo Angioy(all’epoca comandante del SIM) e Santo Emanuele, fra gli ideatori dell’assassinio dei fratelli Rosselli. Era addetto militare all’ambascista italiana di Berlino al momento dell’invasione germanica della Pologna.  Nel 1940, come Sottocapo di Stato Maggiore dell’esercito riuscì ad occultare ai referenti del III° Reich i piani italiani di attacco alla Grecia ed alla Jugoslavia. Hitler voleva il passaggio attraverso il” Regno dei Serbi ,Croati e Sloveni” per scatenare l’attacco sul fronte sud-occidentale dell’URSS e, per facilitare l’operazione, suddividerlo in staterelli impotenti. Ottenuta l’adesione della Jugoslavia monarchica   al  patto militare tripartito- vedi  gli avvenimenti di quelle settimane!  tardando ad ottenere la clausola che più gli premeva, attaccò la Jugoslavia con il coinvolgimento di truppe italiane, rumene, bulgare ed ungheresi che aspiravano a carpire ciascuna brandelli di quel territorio.  Nella notte dal 15 al 16 aprile 200 “Ustasci” croati, in uniforme ed a bordo di blindati italiani raggiunsero Zagabria per proteggere l’insediamento a Primo Ministro di Ante Pavlevich. Con gli accordi di Roma, infatti, Mussolini e Vittorio Emanuele III° avevano designato Aimone di Savoja a “Re di Croazia” (non vedrà mai quel Paese!) e  Pavlevich a premier……Ed intanto Lubiana, occupata,diveniva presidio strategico delle forze italiane d’invasione e “capitale” della struttura militare per la campagna di Jugoslavia………   Roatta, divenuto Capo di S.M.E dal 1941 al 1° gennaio 1942; nominato  Comandante della II° Armata operante in Croazia  emanò – il 18 marzo 1942- la famigerata “Circolare  n°3C “ , in cui ingiungeva di “…..dare seguito alle sue disposizioni, senza false pietà”. Di detta circolare proponiamo il reperimento del testo all’indirizzo:                                                                                                                                                                                            http://www.criminidiguerra.it/documenti.shtml                     

dove il lettore potrà altresì scorrere  il verbale del rapporto di Mario Roatta  a Mussolini – Gorizia, 31.7.1942-circa la conduzione delle operazioni antipartigiane ed i provvedimenti assunti contro le popolazioni solidali con la Resistenza.

Chi legga con qualche cura il contenuto di detti documenti non mancherà di rilevare come si siano presentate presto forti difficoltà ambientali per l’occupante fascista!

                …. e l’ elaborato molto circostanziato di Matteo Bressan, “Aspetti dell’occupazione italiana in Slovenia(1941-1943)”:

                                                                                                                                                                                  http://dprs.uniroma1.it/sites/default/files/436.html       

Nei precedenti articoli di “Identikit criminogeno” , non risultavano scindibili i ruoli e responsabilità criminali di Graziani da quelli di Badoglio in Africa,se non per tempi e luoghi .  Ora, posto il lettore in condizione di avere un quadro di base della sciagurata avventura intrapresa nei Balcani dall’Italia mussoliniana (potrà,volendo, ampliare le proprie conoscenze attingendo dalla vistosa bibliografia e da copiose fonti della rete!), visto l’intreccio ed il livello delle responsabilità che attennero  ai personaggi di primo rango che irruppero su quello scenario bellico,  non possiamo certamente suggerire ai lettori una graduatoria dei crimini ed una classifica dei criminali (che furono peraltro tutti inseriti nella lista con cui il Governo della nuova Jugoslavia ne richiedeva l’arresto e motivava l’estradizione per sottoporli a processo!).    Di tutti, possiamo forse considerare, per i curricula, il Gen. Vittorio Ambrosio il più prossimo ad un Graziani dei Balcani.

 Si ammazza troppo poco!

Ambrosio_Vittorio

  Nato a Torino il 28.7.1879- morto ad Alassio il 19.11.1958, lo troviamo protagonista in ” Pagine di storia rimosse: la politica ed i crimini di guerra dell’Italia” di Enrico Vigna e Pietro Vignoli – CHIAROTTO EDITORE                       

             Uscito dalla Scuola militare di Modena come sottotenente di cavalleria,partecipa alla guerra italo-turca in Libia da dove rientra nel 1913; sino all’inizio del 1° conflitto mondiale ricopre incarichi di S.M. di divisione. Verrà nominato Colonnello nel 1918, per meriti acquisiti con azioni di copertura durante la ritirata di Caporetto e nel 1922 assumerà il comando del Reggim. “Savoja Cavalleria”, dirigerà la Scuola di Cav. di Pinerolo e nel 1926 diviene Gen. di Brigata.  Comanderà divisioni a Bologna e Roma, per assumere nel 1935 il comando del Corpo d’Armata di Sicilia. Per le “grandi visioni operative” e per “le brillanti  attività condotte in Jugoslavia” , il 20 gennaio  ’42 viene nominato Capo di S.M. dell’Esercito, in sostituzione di Roatta, con promozione a Gen. d’Armata; un anno più tardi assurge a Capo di S.M. Generale.   Il 19 luglio 1943, accompagnando Mussolini all’ultimo incontro con Hitler a Villa Gaggia di Belluno e, compreso che la guerra è ormai su una china disperata (in quei giorni gli alleati sono sbarcati in Sicilia, i sovietici hanno sconfitto la Wehrmacht nella Guerra dei carri di Kursk e Roma è stata pesantemente bombardata), tenta vanamente di indurre il Duce ad abbandonare il carro di Hitler ed intavolare trattative con gli alleati …..per ” il dopo” . Con l’armistizio si dileguò, come i vertici militari, sulla strada che li portò con il Re a Pescara e Brindisi; dove condivise con Roatta l’accantonamento da ogni incarico. Liberata Roma da poche settimane, il 31 luglio 1944 si ripresenta al Ministero della Guerra, ottenendo….un tranquillo congedo definitivo che trascorrerà sulla Riviera ligure!                                    Ma anche il Gen. Mario Robotti non era male!  Ci pare sufficiente indirizzare il lettore alla lettura delle disposizioni inviate il 4.7.1942 – in quanto comandante dell’XI° Corpo d’Armata – insediato operativamente in Lubiana,  al Commissario della Provincia di Lubiana. Si tratta del “Progetto Primavera”,di cui Mario Robotti fu estensore e referente per i comandi operativi sul territorio. Si trattava di 11 cicli di operazioni da condurre nell’area assegnata al suo comando, fra luglio e novembre ’42, durante i quali si disponeva di attuare con rigore la “rivalsa”, su civili e loro beni, ...”residenti in villaggi limitrofi a luoghi dove fossero intervenuti attacchi partigiani,…. chiamandoli a pagare con la vita la mancata cattura dei diretti responsabili, o sottoponendoli ad internamento precauzionale o repressivo..”                                                                                                                                                                                                   http://www.criminidiguerra.it/DocumRob.shtml          

Nell’estate 1942, più precisamente il 4 agosto, in calce ad un fonogramma inviatogli dal Gen. Ruggero Santini, con cui questi rendicontava dei “briganti Comunisti” e dei ” sospetti di favoreggiamento” passati per le armi, il suo superiore Gen. Mario Robotti, apponeva l’annotazione: ” Conclusione:  Si ammazza troppo poco!”

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        Italiani  non sempre ” brava gente”!

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                   27 novembre 1942, Valle della Baca (Slovenia occidentale). Soldati della Milizia esibiscono la testa mozzata del  partigiano Andrej Arko “Jernej”.

 

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In posa davanti  ad 11 civili fucilati.  Stari Trg (Carinzia slovena), 16 maggio 1942.

Non essendo la nostra una cronologia degli eventi intervenuti nei 29 mesi della aggressione alla Jugoslavia, e nemmeno la riproposizione di quanto proposto da storici e ricercatori, diffusamente reperibili e consultabili su rete e nella bibliografia, ci limitiamo a qualche significativa segnalazione di quanta rabbia abbia potuto desrare l’occupante italiano in quelle popolazioni! Nel periodo del conflitto antipartigiano nella sola Slovenia si annoverarono: 1500  Ostaggi civili fucilati.  2500 Fucilati sul posto. 90 Deceduti per sevizie. 103 Torturati e arsi vivi. Oltre 7000 i civili  di ogni età morti nei campi di concentramento.  Ecco! I campi italiani in cui furono internati cittadini di ogni etnia o religione della  Jugoslavia furono 31, geograficamente distribuiti dal confine albanese al territorio nazionale. Se i più documentati furono quelli di Arbe (l’isola croata di Rab), e quelli friulani di Visco, Gonnars, Monigo e Chiesenuova, il primo è certamente il più tristemente noto. Famiglie intere vi furono deportate nell’estate del ’42 – prevalentemente sloveni e croati,poi ebrei “trasferiti” dalle regioni meridionali; oltre 1500 furono i deceduti censiti, in grande maggioranza per …” inanizione da fame”, come ebbe a relazionare un ispettore del Corpo sanitario della II° Armata italiana.   img106

Si aggiunga che nei campi attrezzati fra Veneto e Friuli, furono oltre 12.000 i croati e sloveni deceduti, mentre in quello di Fraschette di Alatri (Frosinone), dove furono trasferiti quelli già rinchiusi nel campo di Melada (Zara), si raggiunsero punte di 2400 deportati ed i sussistenti furono liberati nei giorni seguenti l’armistizio dell’8.IX.’43.

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Ci pare utile, ora, offrire al lettore documenti ed elenchi ufficiali  reperiti negli archivi del Foreign Office e della Commissione delle Nazioni Unite per l’esame delle richieste di estradizione dei Criminali di Guerra, insediata, nell’estate del 1945, presso il Ministero britannico degli affari esteri.

Per le motivazioni “tecniche” o di “inopportunità politica” con cui furono rifiutate le estradizioni, raccomandiamo:

                       http://www.fisicamente.net/memoria/index-731.htm    e                                                                                                                http://www.criminidiguerra.it/Estradiz2BBC.shtml

Per comprendere come furono costruite le “ragioni” che portarono agli “Armadi della Vergogna”, cioè all’occultamento di carteggi e dossiers politico-diplomatici con i quali si affossò il processo di estradizione e la rinuncia ad ottenerli nei confronti di criminali di guerra germanici, per essere giudicati nei paesi dove i crimini erano stati compiuti (e dove sopravvivevano vittime e testimoni!) è per noi italiani di fondamentale importanza prendere conoscenza della relazione della “Commissione d’inchiesta bicamerale sulle cause dell’occultamento dei fascicoli relativi ai crimini nazifascisti”,approvata l’8 febbraio 2006 e trasmessa il giorno successivo al Presidente del Senato per l’esame in aula al fine della conversione parlamentare in legge.   Si ponga specifica attenzione ai   capitoli 8°,     ” Le richieste di criminali di guerra italiani da parte di Etiopia, Francia, Grecia, Jugoslavia e da parte degli alleati GB, USA  e URSS.”  e  9°  ” L’attività di organi dello Stato a seguito delle richieste di estradizione straniere; la “Commissione d’inchiesta del Ministero della Difesa sui “criminali di guerra italiani, secondo alcuni stati”  (da pag.93 a pag.136).   

http://www.leg14.camera.it/_dati/leg14/lavoriparlamentari/indicetesti/023/018bis/INTERO.pdf             e,  in caso di irraggiungibilità del server, cercare in Google la voce:     leg14 camera dati lavori parlamentari indice testi o23 0124 INTERO   

             ……già,  e il “nostro”  Roatta?!     Lascia lo scomodo scanno in Jugoslavia ed assume, il 5 febbraio 1943, il comando della 6° Armata dislocata in Sicilia e dal 1°giugno, allontanadosi ulteriormente da una “zona calda”, diviene Capo di S.M. dell’Esercito. Con l’armistizio dell’8 settembre  si sottrae alle responsabilità decisionali ed è fra i primissimi a dileguarsi con la carovana che porterà il Re e Badoglio a Brindisi; il 2 novembre viene destituito da ogni incarico milite…per la mancata difesa di Roma. Solo il 16 novembre 1944 verrà arrestato e nel 1945 verrà chiamato in giudizio dall’ “Alto Commissariato per le sanzioni contro il fascismo”    ma, il 4 marzo dell stesso anno, evade  dall’Ospedale militare del Celio, con complicità britanniche e dell’ex comandante dell’Arma dei Carabinieri  Taddeo Orlando, suo vice in Croazia!  Condannato all’ergastolo in contumacia,…assolto dalla Cassazione nel 1948. Passa per un breve periodo in Vaticano e poi, con la moglie, ospite di  Francisco Franco in Spagna. Il Governo De Gasperi non dà corso all’estradizione richiesta dalla Jugoslavia, facendo fruire anche lui…. delle motivazioni del Lodo Togliatti ( 2 maggio 1946)! Nel 1966 rientrò in Italia….dove morì di morte naturale!   

      Per concludere queste note, che hanno la sola ambizione di stimolare la ricerca di chi approccia oggi  la problematica di “italiani brava gente”, che ci è stata copiosamente svenduta sin dai giorni in cui l’Europa era ancora cosparsa di lutti e macerie fumanti, riassumeremo:  Nessun estradato e pochissimi processati in Italia!  Quando processati e condannati in contumacia,…nessuna consegna ottenuta di imputati  nazisti, lavati e riciclati alla vita civile (talvolta nella pubblica amministrazione!) della nuova Germania! 

Ci riserviamo, con un prossimo, ultimo articolo dedicato ai criminali che non hanno pagato il fio delle loro colpe, di trattare alcuni casi di italiani che -pur vestendo  poco  o per nulla l’uniforme – tali sono stati.