Archivio | ottobre, 2016

Edgardo Sogno da figura della Resistenza a..”figuro”dell’eversione nera.

28 Ott

 La ribalta di un nobilotto di provincia                                                                                              

 Edgardo Sogno Vrata,nato a Torino il 29 dicembre 1915, discendente di nobile famiglia torinese, originaria di Camandona (BI), verrà“infeudato”  Conte di Vallino di Ponzone con atto formale dal “Re di Maggio”, Umberto II, per meriti acquisiti verso la Casa Sabauda. Conseguita la maturità classica, nel 1935 entra volontario nell’esercito, frequenta la scuola ufficiali di cavalleria ed è promosso sottotenente presso il Reggimento “Nizza Cavalleria”, acquartierato a Torino. Continuando gli studi si laurea in giurisprudenza e scienze politiche. Nel 1938 si arruola, per conclamato anticomunismo, nel Corpo Truppe Volontarie (CTV), prendendo parte ad alcune fasi della Guerra di Spagna, inquadrato nel “Gruppo Celere” (Polizia Militare). In Spagna, dove rimarrà sino al giugno 1939, assolve a varie missioni al fianco dei franchisti vittoriosi, nell’ambito dei prigionieri del contingente italiano. Certamente incontra Junio Valerio Borghese a Cadice, base dei sommergibilisti.  Nel 1940 accede per concorso in diplomazia ed ha modo di frequentare alcuni circoli antifascisti, venendo a contatto con Benedetto Croce e Jaime Pintor.    Nel 1942 venne richiamato alle armi e destinato a Nizza, nella Francia occupata, come quadro esperto di attività di polizia, e vi rimarrà sino all’armistizio. Con l’8 settembre 1943 Sogno compie una svolta(?),una scelta diversa: combattere contro l’occupante nazista, nelle file dell’esercito rimasto fedele a Vittorio Emmanuele III. Passa le linee di un fronte ancora frammentario e raggiunge Brindisi dove, con le credenziali di monarchico e di anticomunista assolutamente affidabile, attestate dall’ambiente militare monarchico e dalla sua comprovante missione in Spagna, viene assegnato all’Ufficio Informazioni del Comando Supremo. Dopo un breve corso speciale presso il Quartier Generale delle truppe alleate ad Algeri, viene paracadutato il 5 dicembre 1943 nel biellese.   Prende contatto con professionisti, aristocratici, imprenditori (tessili!), pronti a partecipare con finanziamenti, forniture e supporto logistico alla lotta contro i tedeschi- in stretta alleanza con gli anglo-americani- a maggior garanzia di impedire una ” presa del potere rivoluzionaria da parte dei comunisti”. Creò una “Organizzazione Franchi” dal suo nome di battaglia, attivando un rischioso servizio di informazione,  sabotaggi  per la predisposizione degli aviolanci mirati esclusivamente a rifornire le formazioni partigiane azzurre, cioè gli autonomi di fede monarchica, sulle Langhe e lungo l’arco alpino del Piemonte occidentale.   Di questa struttura, Giorgio Bocca che nelle Langhe, in Val Maira ed in Val Varaita ha combattuto come comandante di brigata, poi come comandante della I° Divisione GL e successivamente come commissario della II° Divisione GL,  dava un giudizio tranciante: “…una formazione già politicamente segnata, di orientamento liberal-conservatore e certamente anticomunista”.

Ecco quanto scrivono Pietro Secchia e Filippo  Frassati nella loro “Storia della Resistenza” :

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   Luigi Longo  Comandante Generale delle Brigate Garibaldi , reagì con grande fermezza a questa lettura che gli alleati facevano dell’impegno militare dei partigiani italiani, attribuendone la chiave di una tale interpretazione ai loro piani di prospettiva geo-politica, cui la Franchi partecipava con pieno afflato.                                                                        Una delle missioni più ricorrenti della “Franchi”   fu quella di far trasferire in Svizzera numerosi segnalati per legami con la Resistenza.  Dotato di brillante intelligenza,intraprendente, animato da tratti guasconi che lo portavano sovente all’azzardo e ad imprese rischiose, divenne oggetto di una serrata caccia da parte dei servizi di controspionaggio nazisti e dell’antiguerriglia – che lo sapevano fonte diretta di notizie  dei piani dell’attività alleata in- quella area geografica. Riuscì sempre a sfuggire, od evadere in circostanze romanzesche o con espedienti in cui non mancò di spendere..ambigue carte del suo passato nero.  Si spinse così, nel gennaio del 1945 a Milano, travestito da ufficiale delle SS, per tentare la liberazione di Ferruccio Parri “Maurizio”. Quella volta non gli andò bene, riconosciuto ed arrestato fu trasferito al lagher di transito di Bolzano, dove rimase sino ala liberazione( 2 maggio ’45), in quanto in quelle settimane,a causa della inagibilità delle linee ferroviarie,dovuta ai bombardamenti, i convogli diretti al campo di Mauthausen non partivano più.  Bisogna precisare che E.S. “Franco Franchi”  non rispondeva ad alcuna struttura della Resistenza territoriale od al CLN Piemontese , bensì riferiva direttamente allo Special Operation Executive (SOE) inglese, ed in molto minor misura ai comandi militari del Governo Badoglio ( del cui Stato Maggiore faceva inizialmente parte). Sogno diviene pertanto il tramite assolutamente privilegiato per la pianificazione di aviolanci di armi e munizioni, vestiario invernale,coperte, generi alimentari e di conforto.        Fu proprio per pregiudiziale insistenza del SOE che Edgardo Sogno fu inserito nella delegazione del CLNAI, che nel novembre 1944 si recò a Caserta e poi a Roma per ottenere il pieno riconoscimento di organo di Governo per l’Italia occupata e trattare forniture e sostegno finanziario. (Vedi “Vento d’Aprile”, articolo del 24.IV.2015).  Nel 1946 ad Edgardo Sogno, cui è stata assegnata la M.O.V.M. per le missioni assolte durante la lotta di liberazione, affrontate con sprezzo del pericolo personale ed efficacia bellica nell’area geografica in cui operava, si presenta un paventato scenario, un  nuovo dilemma…il Referendum Monarchia -Repubblica. 
La dislocazione delle Brigate Partigiane nelle vallate alpine del cuneese                               (V° Zona operativa)

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Come suo primo “impulso politico” propone al Reggente Umberto II  l’attuazione di un colpo di stato, con l’appoggio armato dei polacchi del Gen. Anders – ancora in organico alla VIII° Armata inglese- idea respinta da Umberto II quanto dagli stessi inglesi, che sarebbero apparsi troppo evidentemente ispiratori del Golpe. Alla fine della guerra, per conservare il sangue blu della famiglia, sposa Anna Arborio Mella di Castell’Alfano, dalla quale avrà due figlie. Con l’avvento della Repubblica, si “mimetizza” tornando ad incarichi diplomatici. Già nel 1951, con le credenziali istituzionali viene designato quale membro italiano del Gruppo di Coordinamento e Pianificazione della NATO e, successivamente, del Collegio di Difesa (Defense College) della stessa istituzione politico-militare, facendosi campione della “Guerra fredda”, sull’onda dei risultati elettorali del 18 aprile 1948, dai quali uscì sconfitto il Fronte Popolare(PCI-PSI).   Nel 1953 fonda il movimento anticomunista “Pace e Libertà”  di cui dirige l’omonimo organo e sulle cui pagine invita a scrivere  il fascista Giorgio Pisano. Tutto il materiale di stampa e propaganda di “Pace e Libertà” venne prodotto dalla editrice SPES, complesso tipografico della Democrazia Cristiana, sito in Via dell’ Amba Aradam a Roma. Quando nel 1954 Mario Scelba diviene Presidente del Consiglio dei Ministri, elargisce a E.S. dei finanziamenti che, più tardi giustificherà così:  “…Già dai primi mesi del 1948 si era messa a punto una struttura capace di far fronte ad un tentativo di insurrezione comunista, ed in grado di potersi servire di navi italiane ed alleate, oltre a predisporre un sistema di comunicazioni alternativo a quello istituzionale, da attivare in caso di colpo di stato”. Tratto dal libro di Pannocchia-Tosolini “Gladio. Storia di finti complotti e veri patrioti” pag.19  
Malgrado ciò – o proprio per questo! – Edgardo Sogno, in quanto diplomatico in servizio permanente effettivo, ricevette incarichi in importanti capitali occidentali( Parigi, Washington, Buenos Aires).  Sono gli anni delle rappresaglie antisindacali, dei “reparti confino”  alla FIAT, che con Valletta si rivelerà prodiga di finanziamenti a quanto si “agiti” contro la combattiva classe operaia reduce dalla Resistenza e prota gonista della conquistata  Carta costituzionale repubblicana. Nel 1971 Sogno pone fine alla sua carriera diplomatica, quale Console a Rangoon, e rientra in Italia con il disegno di costituire i  Comitati di resistenza democratica, con il dichiarato intento di voler riunire i vecchi commilitoni della “Franchi”.
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Ai “Comitati di resistenza democratica”  aderiscono ex-partigiani monarchici e cattolici – fra i quali Enrico Martini “Mauri” (Comandante delle formazioni autonome  delle Valli Monregalesi e delle Langhe) – fattisi fautori della Repubblica presidenziale, affidando a Randolfo Pacciardi l’elaborazione di un progetto governativo per apportare le opportune modifiche alla Costituzione(Nuova Repubblica”). Nel contempo Sogno sarà nuovamente alla ricerca di finanziamenti fra gli industriali del Nord. Come dichiarerà vari anni dopo il Dott. Vittorino Chiusano, direttore delle Relazioni Esterne FIAT in un’intervista:“….nel ’70 o ’71, Edgardo Sogno mi espose il suo piano per rilanciare un ruolo del PLI e scongelare i voti del MSI, ciò che mi parve meritorio di essere sostenuto…”  Il “sostegno”, fra il ’71  ed il ’74 , si materializzò in 187 milioni di Lire!

Per  una contestualizzazione degli avvenimenti  dell’epoca indichiamo:

“Le milizie degli industriali” all’indirizzo  :                                         http://www.agoravox.it/Le-milizie-degli-industriali.html

 La stagione delle stragi e dell’eversione

 Dopo il sanguinoso colpo di stato di Pinochet in Cile, Sogno stringe rapporti stretti con FN (che ha come suo vate J.Valerio Borghese, il “principe nero”, senza sciogliere Resistenza Democraticao”.  Il 24.IX.1973, intervenendo ad una conferenza presso il Centro Sociale Liberale di Torino, esterna: “…Nel caso del Cile è ingiusto accusare i militari di aver ucciso la Democrazia”. Intrecciando sempre più i legami fra le 2 organizzazioni, (da Res. Democr. si sono intanto allontanati molti ex-partigiani della “Franchi”), verrà a configurarsi una vera e propria commistione di personaggi, al punto che il medico Andrea Borghesio – vecchio amico di E.S. -costantemente partecipe delle riunioni del Comitato di R.D. è, ad un tempo, membro della giunta piemontese di FN.   Fra gli animatori del progetto per l’attuazione di un ” golpe bianco”, Andrea Borghesio e d Enzo Tiberti risulteranno – molti anni dopo -appartenuti alla “Gladio”, ciò che non risulterà da alcuna inchiesta per E.Sogno.      Sull’argomento suggeriamo:

Commissione d’Inchiesta parlamentare sulle Stragi   Doc.XXIII – Vol.I° -Tomo 2°  

https://4agosto1974.wordpress.com/2014/08/07/la-figura-e-il-ruolo-di-edgardo-sogno-commissione-stragi/

Sui maneggi di Edgardo Sogno e del suo puntuale collaboratore  Luigi Cavallo, nel 1976 il Giudice torinese Luciano Violante indagò e fece arrestare i due sodali che, un mese più tardi furono rilasciati perché “al momento non sussistono esigenze istruttorie che giustifichino l’ulteriore detenzione”. E’ l’organo del PCI, nell’occasione, a denunciare come i magistrati romani avessero ricorso alla  stessa formulazione per non trattenere l’ex capo del SID  Vito Miceli– coinvoltissimo nell’affaire SIFAR – poi candidatosi nella lista del MSI per la Camera dei Deputati, onde assicurarsi l’immunità. Chiunque voglia documentarsi e confrontare fonti sulla vicenda politico-pattriotica di Edgardo Sogno, troverà molto materiale sulla rete, ma scoprirà sempre che l’attività “occidentalista” del nostro è vissuta di legami, di intrecci e di sfioramenti con tutti gli ambienti occulti ed eversivi che hanno steso la loro cupa ombra (Gladio/1956,”Piano Solo” del Gen.De Lorenzo/1964 e la P2 di Licio Gelli,della cui loggia segreta fu iscritto come Randolfo  Pacciardi e molti vertici militari),sulla vicenda politica italiana di un quarantennio. Attraversando gli anni ’80 la cometa di Sogno va spegnendosi, non trovando più rive entusiastiche ad accoglierlo quale” valore aggiunto”, nemmeno fra le più cupe di Ordine Nuovo,Mar.... Per approfondimento di questi nostri cenni, poco più che cronologici, consigliamo anche la consultazione di questo elaborato di Emiliano di Marco :                                          

  “L’Ufficio R.E.I. del Sifar”                         http://www.agoravox.it/L-Ufficio-R-E-I-del-SIFAR-tra.html  

oltreché,di quanto offre la Fondazione Cipriani all’indirizzo:                                                                                                    http://www.fondazionecipriani.it    

A noi non resta che concludere queste pennellate monocromatiche su Edgardo Sogno che, pur che fosse nera, zompava senza imbarazzo dalla Monarchia alla Repubblica, con alcuni fermo immagine del suo vasto archivio:

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            Il Liberale                                                                                                                       Il  “servo encomio”  di Reagan

 

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                              Fra i moderati Del Noce e Sgarbi

Con la illusoria  convinzione di avere accumulati un numero di referenze, sufficienti al rilancio della  sua immagine di italianissimo, nel 1996 tenta l’approdo parlamentare, candidandosi nel Collegio senatoriale di Cuneo per la lista del Popolo delle Libertà, senza successo. Sarà solo con la lunga intervista ad Aldo Cazzullo, che ne ricaverà il libro  “Testamento di un Anticomunista”, che Sogno scopre le carte  con cui ha giocato la sua vita di intrigante, reazionario sempre pronto a tessere i fili dell’eversione nera.

copMorto a Torino il 5 agosto 2000, il giornale sabaudo per eccellenza -La Stampa -lo definì…”Personaggio contradditorio, difficile, generoso e temerario…”   Galante Garrone, ex-partigiano di Giustizia e Libertà, lo scusò post mortem “per atti frutto di leggerezza e che come golpista non era credibile”.

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