Archivio | gennaio, 2016

La libertà avanza nella neve

28 Gen

Il cerchio si stringe in Europa

In altro articolo ( 29 luglio 2015 – Il 2° inverno partigiano parte 1) abbiamo detto come il 12 gennaio 1945 fosse iniziata la grande offensiva sovietica, guidata dai Marescialli Zukov e Konev, che aveva portato alla liberazione di Varsavia (17 gennaio ’45) impegnando, ed in massima parte annientando 30 divisioni della Wehrmacht sul fronte orientale. Questa operazione consentì alle forze alleate di contenere  prima, ed  esaurire poi, l’attacco che Van Runstedt e Guderian avevano scatenato nelle Ardenne. Il 9 febbraio ’45 l’Alsazia era liberata ed i resti delle armate naziste costretti a riattraversare il Reno.

In Italia, intanto, dalla metà di dicembre ’44 il Gen. Clark era divenuto capo di tutte le truppe alleate, cedendo il comando della V° Armata USA al Gen. L.K.Truscott. E’ sulla linea della costa tirrenica che il Gen. Von Vietinghoff progettò l’attacco al più debole schieramento alleato, in direzione di Livorno. Concentrò nella Valle del Serchio tre divisioni: la 16° e la 26° corazzate e la 5° da montagna, rafforzatadalla148° di fanteria e da reparti dell Monterosa e della San Marco dislocate dal settore nord-occidentale, con l’obbiettivo immediato di liquidare le posizioni della 92° Divisione di fanteria USA tempestivamente – ma inutilmente – rinforzata da brigate della 8° Divisione indiana e della 85° USA. A fine dicembre, travolto dalle forze nemiche, Truscott rinunciò ad ogni controffensiva.             File0044       Piano di difesa dagli attacchi alleati del Maresciallo Kesselring.            

   La “Banda Majella”    

                                                 Nei giorni della “Battaglia di Ravenna”  (26 nov.’44-1° dic.)  e poco dopo  il Proclama di Alexander ( 13 nov.) per una stasi invernale dell’attività del movimento partigiano, la “Brigata Majella”   era passata, con oltre un migliaio di uomini,alle dipendenze operative del II° Corpo polacco, conducendo operazioni sull’Appennino romagnolo e partecipando alla liberazione di Brisighella   il 4 dicembre ’44.   Alla fine di dicembre i combattenti vengono avviati a riposo a Modigliana ed il Comandante di Brigata Ettore Troilo, cui venne riconosciuto il grado di Ten. Colonnello, così scrive nel suo diario di reparto:  “” ….Gli uomini sono in condizioni pietose. Il combattimento continuo su di un terreno estremamente difficile e con forze sempre inferiori al nemico, le notti insonni nella veglia per sventare sorprese ed imboscate tra le gole dei monti, il continuo martellare delle armi pesanti e l’insidia delle mine micidiali ovunque disseminate, hanno prodotto un senso di nervosismo e stanchezza.  Pututtavia i patrioti cantano le canzoni solenni dei monti d’Abruzzo….Nella notte la colonna dei camion è costretta a fermarsi, tanta è la neve che il turbinoso vento accumula a barriera..A Modigliana i patrioti giunsero a piedi, nel gelo, col misero fardello sulle spalle. Niente per loro è stato predisposto, quasi non fossero soldati come gli altri…La popolazione apre le case e dona ai reduci caloro e ristoro…””.                                                                                                        Chi era la Banda della Majella?              Nacque nel dicembre ’43 da 10 sbandati che seguirono, dalle campagne dell’alto chietino l’Avvocato Ettore Troilo, Capitano di complemento – ben noto nella zona per il suo intransigente antifascismo- e presto il gruppo estese la sua consistenza ad un centinaio di unità, per reazione dei giovani della media Valle del Sangro all’infierire sulla popolazione dei tedeschi in ritirata. Non si poteva motivare  una rappresaglia..in quanto non sussisteva alcuna forma di organizzazione armata su quel territorio!|File0045  Ettore Troilo si recò presso il comando inglese di Taverna Nova    dove per qualche tempo i componenti della “banda” ebbero a soffrire diffidenze,insulti ed arroganze riservati ad italiani “nemici”, “traditori voltagabbana”, “vigliacchi”. L’esperienza professionale dell’ “avvocato” Troilo e la collaborazione offerta dai patrioti nei servizi civili, ottenne presto di poter costituire un reparto per l’impiego sulla linea del fronte. Il giungere al comando operativo di Casoli del Mag.re britannico Lionel Wigram produsse una ferma apertura di credito verso i partigiani abbruzzesi  ed un coerente sostegno alla passione che animava Troilo ed i suoi uomini. Nella seconda metà di gennaio la nuova formazione della “Majella” sostiene una serie di combattimenti nell’oltre Sangro.  Il 3 febbraio del ’44 la “banda”, pur partecipando al vittorioso combattimento di Pizzoferrato…perse un vero amico: il Mag.re Wigram.  Schierato alle dipendenze del 2° Corpo polacco il Majella,che riunisce ormai oltre 1000 effettivi, parteciperà a tutta la successiva campagna condotta sul Fronte adriatico dalla VIII° Armata britannica. Ormai formalmente riconosciuta come formazione del  nuovo Esercito Italiano, la “Brigata Majella”, affiancandosi ai Gruppi di Combattimento “Friuli” e “Legnano”   entrerà in Bologna liberata all’alba del 21 aprile 1945, percorrendo la Via Emilia da Castel San Pietro, per proseguire poi sino ad Asiago, dove si scioglierà il 15 luglio.     E Troilo?  Dal dicembre 1946 succede a Riccardo Lombardi come Prefetto di Milano e si dimetterà nel gennaio del ’48, come pure da Ministro plenipotenziario presso l’ONU, per protesta contro Mario Scelba che lo aveva sollevato dall’incarico milanese il 27 novembre 1947, nella fase iniziale di emarginazione della sinistra dalle istituzioni e dal Governo politico del Paese.  Nato il 10 aprile 1898 a Torricella Peligna (Chieti), tornato a Roma dove professerà a lungo l’avvocatura,vi morirà nel 1974.                                                                              

   La crisi del Comando del CLNAI

Tra l’autunno ed i primi di gennaio ’45, con l’esplicito supporto di ambienti del Quartier Generale alleato, con la diretta interferenza del Mag.re Churchill che ne era il referente diretto, il Gen. Cadorna -ignorando deliberatamente di essere stato “richiesto” dal CLNAI quale  ” consigliere militare”, andò  vieppiù rivendicando il comando del CVL. Per la forte preoccupazione che un braccio di ferro all’interno del CLNAI andasse ad inasprire i rapporti con gli alleati, la delegazione comunista, venuta in possesso di un dispaccio inviato dal Chuchill al suo Q.G. con cui si proponeva: ” Per unico controllo del Comando Generale del CLNAI ritengo ritengo indispensabile che Alexander ed il Governo italiano diano disposizioni al Generale di assumere il comando”….ed avendo appreso da una disinvolta asserzione del Mag.re Churchill ad Alfredo Pizzoni (Presidente del CLNAI) che Cadorna …” nutriva forti dubbi ed incertezze circa il lancio di armi che possono essere adoperate dai volontari della libertà per combattere fra di loro o per un colpo di mano politico dell’ultimo momento”….propose di riconoscere il titolo a Cadorna, attribuendo nel contempo l’incarico di vice- comandanti a Luigi Longo e  Ferruccio Parri ed al delegato socialista quello di Capo di Stato Maggiore. La decisione fu ben accetta al comando alleato. Si entrava nella fase delle prime schermaglie  con cui si andava ad affrontare  il progetto di riordino del nuovo esercito democratico dell’Italia, con l’eliminazione dai ranghi “della cricca dei Generali reazionari fascisti”.                                                                                                                                                                                                                                                  

File0043

      La lotta si accende      

Su tutto il fronte partigiano fervevano gli attacchi ai posti di blocco, ai presidi e caserme nemiche, alle linee di comunicazione; il sabotaggio ai convogli ferroviari cresceva ogni giorno in tutte le regioni del norditalia.   File0042                              Treno fatto saltare a Col Bonessa (No)

Il 12 febbraio 1945 i partigiani attaccano a Reggio Emilia una forte colonna tedesca ed il 16 eliminano il presidio di Scandiano. Fra il 13 ed il 16 si sviluppano accaniti combattimenti in Val Bormida e lungo le Valli Maira e Grana (Cn). Sono i giorni in cui 3000 tedeschi e fascisti tentano di accerchiare e distruggere, in Valle Susa, i patrioti della “42° Brigata Walter Fontana”, senza riuscirvi.   Il 20 febbraio, l’azione congiunta della Brig.Garibaldi”Jori” e della Brigata GL porta – in Val Trebbia – alla cattura di un intero reparto tedesco. Il 22 successivo si scatenò una furiosa battaglia in Val Camonica – “Battaglia del Mortirolo” – in cui forti reparti della legione fascista Tagliamento attaccarono le Fiamme Verdi della Divisione Tito Speri, dovendosi 

File0040

Pattuglia della Tito Speri sulle Alpi bresciane

 

 ritirare dopo alcuni giorni di combattimenti, accusando un centinaio di perdite fra morti e feriti.       Il calendario 1945, in quel mese di febbraio, segnò quotidiani attacchi al nemico: il 23, Fiamme Garibaldine e Cacciatori delle Alpi tesero un agguato ad una colonna tedesca sulla Pontebbana, con 40 nazisti uccisi. All’alba del 24, garibaldini della “Ciro Menotti” minarono la strada di Fontanafredda(Cn), con l’intento di far saltare una colonna di carri;l’esplosione risultò leggermente anticipata sull’avanzare dei mezzi, con il risultato di colpire la macchina degli ufficiali superiori che li precedeva, uccidendoli tutti.   Il 25 e 26 febbraio – sempre in provincia di Cuneo -fu la volta delle 48°  “Dante Di Nanni”e 179° “Lamberti” brigate della Divisione Garibaldi “Capriolo”a sbaragliare un reparto di 300 “briganti neri” provenienti da Monforte e solo il secondo giorno, il sopraggiungere di rinforzi evitò che un altro reparto diretto a Dogliani subisse analogo scacco.                                                       

 

 

File0041
Cascina di Buronzo (Vc)  funge da rifugio per i partigiani scesi al piano 

Alla metà del mese, i partigiani dell’Oltrepo pavese e della Lomellina erano ” usciti dalle buche… ed in due settimane l’area compresa fra Stradella, Voghera ed il M.te Penice era completamente sotto il loro controllo! Il 12 marzo i tedeschi risalgono le valli di di Nizza e Schizzola e nel settore di Varzi  nell’intento di sgominare le linee partigiane. La battaglia si protrae per alcuni giorni coinvolgendo i patrioti delle brigate Togni, Capettini, Crespi, Mardi e reparti della Aliotta. Il 15 il nemico aveva abbandonata l’intera zona, dovendo lasciare anche il forte presidio di Varzi. ……                                                                                Dovremo diffonderci nel successivo articoletto per dare un miglior quadro di come si andasse configurando il fronte partigiano nel durissimo inverno ’44-’45, in attesa che gli alleati si rimettessero gli scarponi.                                                         Eccoci, dunque, a qualche segnalazione:                                                        Per gli eventi invernali sulla linea Gotica:                      

    http://anpi-lissone.over-blog.com/article-dicembre-1944-il-fronte-si-arresta-94518296.html            

   http://anpiginolombardiversilia.it/documenti/il%20settore%20                        apuoversiliese% 20della%20Linea%20Gotca.pdf

 

  Per una sintesi delle campagne partigiane nelle vallate cuneesi.

http://www.istitutoresistenzacuneo.it/52?testo=45  

per quanto attiene la bibliografia, desideriamo ricordare al lettore:     di Nuto Revelli  ” La guerra dei poveri”   Einaudi 1963   e   “Le due guerre”  Einaudi –  Gli struzzi  2003 ;      di G.Bocca  ” Partigiani della montagna” Feltrinelli Universale Economica”  -2005