Archivio | ottobre, 2015

UNA DOVEROSA ERRATA CORRIGE!

26 Ott

Nell’ultimo articolo del 13 ottobre u.s. abbiamo asserito che fra i caduti del devastante attacco dei nazisti a Upega del 17.10.194, sulla colonna comando e trasporto feriti della Brigata Garibaldi comandata da Silvio Bonfante “Cion” – che stava ripiegando con enormi difficoltà militari ed ambientali verso le alte valli del Tanaro, vi fosse anche NINO SICCARDI  ” u Curtu“, vice comandante della Brig. Di ciò ci scusiamo vivamente in quanto dovuto ad una erronea interpretazione di un passaggio contenuto in una non felicissima ricostruzione di quella vicenda che vedrà poi, nel proseguio di drammaticissime giornate, il Siccardi divenire comandante della Div.ne Felice Cascione e nei mesi che precedettero la Liberazione Comandante della 1° Zona Operativa Liguria. Dopo la guerra tornerà alla sua professione di macchinista navale e morirà a Genova nel 1973.     Va quindi puntualizzato che ai primi di ottobre nel disperato tentativo di resistere ai nazifascisti che attaccavano PIGNA, il Comandante SILVIO BONFANTE “Cion” era rimasto gravemente ferito alle gambe e, nelle ore successive, timoroso di compromettere i compagni  e di cadere in mani nemiche, si toglieva la vita. E’ appunto nella fase di ripiegamento verso il Montegioie, abbandonato il borgo montano di Upega, che  “u Curtu” – divenuto di fatto comandante ed il Commissario politico   della Divisione  LIBERO BRIGANTI “Giulio”   – guidano un gruppo di resistenza in retroguardia, per consentire alla formazione di sfuggire all’accerchiamento. La morte di “Giulio” in questa fase del conflitto è descritta puntualmente dalla testimonianza di  Chiara Arduino – partigiana combattente e moglie di Siccardi, mentre la figura di Libero Briganti  militante comunista nella clandestinità ed amatissimo dirigente politico nella lotta di liberazione è riassunta da Carlo Farini “Simon” – allora Comandante generale di tutte le Brigate Garibaldi  della Liguria-, in una lettera indirizzata al Siccardi il 14 novembre successivo agli eventi.  Rincrescendoci per l’errata notizia da noi diffusa!!

Il secondo inverno – parte3

13 Ott

   Partigiani di mare

      Negli ultimi tempi del ’44 nei territori prospicenti   il tratto  di frontiera con la Francia     – la provincia di Imperia ed i contrafforti delle Alpi Marittime – andarono consolidandosi due divisioni garibaldine: la 2° “Felice Cascione”, strutturata su due brigate e la 5° “S. Bonfante” che ne schierava quattro. Vale ricordare che Italo Calvino, con nome di battaglia “Santiago” – dalla località in cui era nato a Cuba – prima di arruolarsi nella “Felice Cascione” era stato inquadrato in una squadra GAP- Matteotti, che operava nel retroterra sanremese. (vedi “Vento d’aprile” articolo  del27/2/’14).  Con lo sbarco degli alleati sulla costa della Provenza(15 agosto 1944), i comandi germanici dovettero riorganizzare e riposizionare le proprie forze, per contrastarne l’avanzata verso l’Alta Savoja e l’Isère. Solo due divisioni tedesche furono fatte rifluire verso l’Italia. Con il rientrodi due divisioni della RSI addestrate in Germania ( la Monterosa e la S.Marco) fu costituito, il “Corpo d’Armata Lieb”, comprendente la 34° Divisione tedesca, la “San Marco” ed il 4° Btg. dei Cacciatori d’Alta Montagna germanici, specificamente selezionato per condurre operazioni di antigueriglia in alta quota. Contro questo dispositivo di difesa mare-monti si trovarono a combattere( sempre in enorme disparità di effettivi ed armamenti!) i partigiani dislocati fra Ventimiglia, Bordighera e le valli liguri-cuneesi.
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Questo 4° Btg. fu addestrato dalla fine di novembre del 1943 sulle Alpi Dinariche, nel retroterra dalmato,per condurre operazioni belliche in alta quota. Fu il solo, dei quattro costituiti dai comandi strategici tedeschi, a conservare una struttura indipendente e ad essere utilizzato in diversi settori operativi, in ragione di specifiche esigenze di unità operative germaniche. Nei primi mesi del’44 fu impiegato nell’area di Montecassino e solo in ottobre, con l’avanzare degli alleati nella penisola,fu incorporato nel “Lieb”  per operare sulle A.Marittime.  A dicembre avanzato, verrà integrato nella114° Divisione di fanteria tedesca, ed il reparto verrà trasferito sulla linea Gotica. Si arrenderà il 29.4.1945 al Corpo di Spedizione brasiliano in Garfagnana.                                                                                                              

                            La  ferma determinazione della Werhmacht  ad assicurarsi vie strategiche di ritirata, di fronte al completamento della liberazione della Francia ed alla possibilità di sbarchi alleati sulla costa ligure, oltreché la guerra di movimento che ne conseguiva dalla costante necessità dei comandi germanici di  mettere in sicurezza i propri presidi dalle costanti iniziative partigiane, affrettò il passaggio di agenti ed ex-prigionieri alleati verso il territorio francese.Numerose furono le missioni di cui furono protagonisti i patrioti, che di quel territorio erano profondi conoscitori, alla vigilia di un inverno che fu precoce e particolarmente rigido e nevoso.                                                                                                                                                                                                                                                                                    immagini del 4° Battaglione “Cacciatori d’alta montagna”

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   La missione FLAP            Pensiamo che il rapporto sulla missione, steso dal Cap. G.K. Long  con molte approssimazioni di linguaggio e  di descrizioni tecniche, volutamente conservate dal curatore della ricerca e nella traduzione, renda meglio di qualsivoglia estrapolazione, il valore, le difficoltà ed il clima politico-militare in cui queste operazioni  di collaborazione  furono condotte generosamente a rischio individuale dai partigiani imperiesi.       N.B. Dobbiamo supporre che con la definizione “artista di guerra”  si intendessero incaricati di rilevazioni sul campo,estensori di mappe altimetriche e corsi d’acqua…di tracciare la posizione degli schieramenti.    Eccol’indirizzo:http://www.sergioverrando.it/mac%20gruppo%20sbarchi%20dvd/rapporto_missione_flap.html
                           flap1                                                                                                                                                                                                                                           La prima pag. del rapporto dattiloscritto di G.K.Long

 

                             

Nasce e cade la                           zona libera di Pigna                                                    

  Dalla fine di agosto i partigiani  occupavano le località di San Bernardo e Croce Barriera, acquisendo così il controllo del valico sul Colle Vetta, mentre il 3 settembre fanno un gran colpo a sorpresa sul presidio fascista di Selvadolce, nei pressi di Bordighera, catturando 20 repubblichini  ed un considerevole quantitativo di armi e munizioni. Il 5 Pigna è liberata e, fino al 18 successivo sarà zona in cui si sperimentano alcune prime forme di autogoverno che coinvolgono la popolazione del paese.  Lo scenario muta dopo la prima settimana di ottobre in quanto, dopo un inefficace attacco frontale, i tedeschi decidono di attaccare con colonne provenienti da varie direzioni – compreso il versante francese – e ricorrendo ad intensi cannoneggiamenti. Dopo l’8 i partigiani delle formazioni costituenti la V° Brig. della II° Divisione Garibaldi “F.Cascione” sono costretti a ripiegare verso il retroterra, lasciando solo all’ingaggio un piccolo gruppo di retroguardia, al fine di porre in salvo il grosso delle forze.  Il M.te Vetta e Passo Muratone vengono conquistati dalle forze germaniche e Pigna è perduta. Il grosso delle formazioni garibaldine, sotto la pressione di 5000 uomini impiegati nel rastrellamento dal nemico attuarono il ripiegamento percorrendo – con enormi difficoltà di ogni genere – l’itinerario Ormea, Badalucco, Triora,Piaggia, Upega per  svettare   il Montegioie riparando a Fontane, nell’alta Valle Corsaglia.(Cuneo) 

la ritirata

sulla cartina è indicato il percorso del ripiegamento della II° Divisione “F.Cascione”                                                                             Clicca per ingrandire!
Una colonna nazista, proveniente dalla Val Roia, ad Upega piombò a sorpresa sul gruppo comando dei garibaldini,  procedente con il plotone sanitario che trasportava a braccia e con qualche mulo i feriti più gravi: 20 furono i caduti partigiani,fra i quali il comandante di brigata Nino Siccardi   ” u Curtu” ed il commissario Libero Briganti “Giulio”. Sei sbandati furono catturati e fucilati qualche giorno più tardi.  Rigido e drammatico si presentava l’inverno ’44-’45 per la Resistenza sui rilievi del retroterra imperiese. Alla fine di dicembre ’44, fortemente indebolita la presenza e l’attività delle formazioni partigiane, i nazifascisti intensificarono le operazioni di rastrellamento. La cronaca di quel periodo è densa di episodi in cui ricorre l’impiego della  famigerata “Banda Ferraris”, ben nota per l’efferatezza con cui attuava stragi e torture di partigiani e valligiani sospetti. 
Per quanti desiderino approfondire la conoscenza sugli aspetti della lotta di liberazione in quei territori, possiamo suggerire: “Alpi Marittime  1943-1945” – Gino Glorio “Magnesia”   -Nuova Editrice GenoveseAlp.Marit '43-'45

“La resistenza nell’imperiese” di   Moriani

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“I partigiani del mare di Vallecrosia”        

  http://www.pia-goodvalley.blogspot.it/2014/04/i-partigiani-del-mare-di-vallecrosia.html