Archivio | aprile, 2015

Missione al Sud e riconoscimento del CLNAI

24 Apr

Stante la diplomazia politico-militare degli alleati nei termini esposti nel precedente  articolo, caduta la illusoria presunzione di essere nell’imminenza dell‘ultima spallata sulla Linea Gotica e di circoscrivere la Resistenza italiana a compiti di disturbo e di mantenimento dell’ordine pubblico. non ci si può particolarmente sorprendere dei contenuti del successivo “Proclama di Alexander” del 13 novembre 1944 – che non rappresentò propriamente la migliore premessa al secondo inverno di Guerra Partigiana – e tanto meno delle reazioni del Comando Generale del CLNAI!…      Ma prima venne l’autunno                                                                                         E’ una stagione che in montagna può essere molto precoce ed in Svizzera, ad evitare che i già raffreddati rapporti volgessero ad una aperta rottura, si convenne per l’invio a Roma di una delegazione del CLNAI per discutere le questioni con i capi militari alleati ed ottenere un chiarimento fra le parti. con l’ovvio coinvolgimento del Governo italiano di I.Bonomi. Intanto…e qui non ci ripeteremo su eventi che sono nella cronologia di quei mesi, e che abbiamo avuto modo di richiamare – più o meno dettagliatamente – in precedenti articoli (la costituzione di zone libere, i massicci rastrellamenti, il crescente strutturarsi delle formazioni partigiane…). Tutto il mese di settembre ’44 fu caratterizzato da aspri combattimenti e da un devastante rastrellamento (10.000 nazisti con blindati ed artiglieria da campagna) sul Massiccio del Grappa, il Pian del Cansiglio ed il Navegal, che fanno da corona alla zona di Belluno, dove la Brigata Garibaldi-Caremi ed altre formazioni vicentine ebbero gravissime perdite.    La Repubblica dell’Ossola, proclamata il 10 ottobre, viveva rilevanti problemi di approvigionamento alimentare e sanitario, anche in ragione dei nuovi arruolamenti di volontari locali o sopreaggiunti dai campi di internamento in Svizzera.  Fu nell’ultima settimana di settembre che rilevanti unità delle SS della 16° Divisione Corazzata Granatieri, che includeva il 16° Btg. comandato dal Maggiore Walter Raeder, compirono un ampio accerchiamento sulle pendici del Monte Sole, scatenando uno scontro a fuoco di considerevoli  proporzioni, culminato con l’orrendo eccidio di civili nell’area di Marzabotto.    La sospensione dell’operazione di sfondamento alleato sulla Linea Gotica, annunciata dal Gen. Alexander il 27 ottobre, si era di fatto esaurita un mese prima.  Scrisse di seguito il comandante inglese in un suo rapporto al supremo Comando Generale Alleato in Italia: “…facciamo lenti e continui progressi, ma anche le nostre perdite sono pesanti, su questo terreno, per condurre offensive vittoriose, occorre una superiorità di tre a uno”.   In quattro settimane Olive aveva perso 14.000 uomini della 8° Armata inglese e 7.000 combattenti della V° Armata USA.  Avrebbe voluto annunciare la liberazione di Bologna e Ravenna, ma…l’Olive finì prima!                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                          Soldati inglesi trasferiscono colleghi feriti sulla Gotica  File0302

 Scriverà Luigi Longo “Gallo” Comandante Generale delle Brigate Garibaldi nel suo ” Un popolo alla macchia”:  “”…i distaccamenti partigiani veneti percorsero in primavera tutto l’alto Veneto, occupando paesi, distruggendo liste di leva, elenchi di ammassi obbligatori, ruoli di tasse, distribuendo alle popolazioni i viveri destinati al nemico ed assaltando caserme di tedeschi.Attaccati e seriamente minacciati di accerchiamento, riuscirono a sganciarsi con una marcia di tre giorni e tre notti, evitando il rastrellamento preparato dal nemico con grande impiego di truppe, di artiglieria ed aviazione, mortai e mezzi corazzati. Vari scontri ebbero le brigate partigiane del vicentino e del veronese, le perdite furono elevate””
 L’insuccesso della Olive e la percezione illusoria dell’imminente fase finale della Campagna d’Italia indussero gli stessi Comandi della Resistenza ad un rilassamento, se non proprio a trascurare le norme di vigilanza  e clandestinità nei riguardi degli spioni, dell’organizzazione e dislocamento delle proprie unità.  I tedeschi, che pervennero così alla conoscenza della  ubicazione delle formazioni, della dislocazione delle basi logistiche e dei comandi partigiani, diedero corso ad un progetto che, sfruttando altresì lo stato d’animo di molti di fronte all’imminente sopraggiungere dell’inverno, mirasse alla definitiva distruzione del movimento. Quanto siamo andati esponendo negli ultimi articoli, le contraddittorie prese di posizione e le incertezze strategiche degli alleati nel corso degli ultimi eventi bellici, avevano da un lato fatto crollare l’illusione di essere all’ultimo atto e, dall’altro, dato ai partigiani ( Comandi e combattenti) la consapevolezza che gli “alleati”… non erano tali anche per essi.
Abbiamo più volte rilevato, senza giri di parole, come il crescere del carattere popolare e di massa del movimento partigiano in Italia, unitamente all’efficienza bellica che ne traeva supporto d’ogni genere, avevano ingenerato timori e sospetti in certi ambienti alleati, specialmente in quelli britannici, tesi a sostenere le monarchie – e con esse le classi conservatrici all’interno dei singoli paesi – bloccando ogni istanza sociale di rinnovamento, e ad affermare la propria egemonia nell’area mediterranea. Si ricordi come, in attuazione di un enunciato di Churcill: “La cosa migliore è colpire a ciel sereno l’EAM (Fronte di Liberazione nazionale greco), senza alcuna crisi preliminare”, lo Stato Maggiore inglese aveva già predisposto i piani della spedizione in Grecia, da attuarsi l’11 settembre 1944 e solo l’imprevista resistenza ed il ritardato ritiro delle truppe germaniche dalla penisola balcanica rinviarono al successivo mese di dicembre la prova del fuoco con i partigiani ellenici.     Bisogna ben dire che le componenti  più avanzate del movimento di liberazione in Italia, pur aspirando ad un superamento  della vecchia struttura liberale e ad un profondo rinnovamento della società italian, erano consapevoli che la loro azione doveva essere contenuta entro i limiti imposti dalle condizioni oggettivamente venutesi a creare con la presenza delle truppe angloamericane sul territorio nazionale….  Le preoccupazioni che parevano ossessionare i più conservativi ambienti alleati non avevano – pertanto – un fondamento e, quanto più alimentate, finivano per ritorcersi a danno della conduzione della guerra contro l’occupante germanico ed il fascismo nostrano.                                                                                                                                                                                 La missione del CLNAI al Sud                                                                               Trovare un modus vivendi diveniva,pertanto, improcrastinabile per produrre uno sforzo complessivo, nello scenario  bellico europeo e mediterraneo profondamente mutato. A comporre la missione per Roma, il CLNAI designò il presidente Alfredo Pizzoni, Ferruccio Parri e Giancarlo Pajetta, ai quali – su esplicita richiesta alleata – fu aggregato Edgardo Sogno, loro uomo di fiducia.
File0303 Il viaggio che, attraverso la Svizzera li portò nella Francia liberata, proseguì con un volo militare fino a Napoli Capodichino dove il 14 novembre ebbero subito modo di misurare, per l’ostentata scortesia del Prefetto, l’ostilità con cui l’accoglieva la intatta struttura burocratica dello Stato pre-armistizio.

Una pausa durante la trattativa romana

 I primi contatti nella Capitale, con Bonomi ed il Consiglio dei Ministri non furono incoraggianti, in quanto questi si trincerarono dietro la loro incompetenza a trattare argomenti concernenti territori occupati dai nazisti e teatro di operazioni belliche. Ciò non era del tutto plausibile in quanto, se le preclusioni  dei liberatori anglo-americani riducevano di molto le capacità di intervento del Governo Italiano, questo conservava ampi margini per il riconoscimento del CLNAI. Infatti, anche nei comandi alleati, specialmente fra i responsabili delle operazioni sul campo (lanci, intelligence, predisposizione delle missioni…) si era fatta strada l’opinione, una propensione a  riconsiderare il ruolo della Resistenza italiana e con ciò le relazioni da intrattenere, dopo le difficoltà incorse sulla Gustav e sulla Gotica.
                   Come ebbe successivamente a scrivere lo storico inglese C.R.S.Harris, prevalse la tendenza della commissione alleata “”….a non dare un riconoscimento ufficiale al movimento  di liberazione del Nord, nel quale era noto il predominio dei comunisti.””  La missione del CLNAI si trovò pertanto sola ad affrontare i colloqui con gli alleati, in una serie di incontri, presso il Q.G. di Caserta ed a Roma. Gli  angloamericani erano guidati dal Gen. Maitland Wilson – comandante supremo delle operazioni nel Mediterraneo, coadiuvato dal generale Stawell, capo del SOMTO (Ufficio Operazioni sovversive nel Teatro Mediterraneo (!) e dal Capitano di Fregata G. Holdsworth, capo della Special Force 1.  Il Governo ” Bonomi 2°” non si fece carico della primaria istanza del CVL : l’integrazione delle forze combattenti nel nuovo Esercito Italiano.  Argomento che si scontrava con l’intransigenza alleata, e non se ne fece di nulla. Le destre, fortemente presenti nella compagine governativa, e ben ascoltate da Bonomi, uscitene ringalluzzite e politicamente arroganti, si ersero a baluardo contro l’epurazione – ponendo condizioni tra cui l’abolizione del ” Commisariato per le sanzioni contro il fascismo” – che avrebbe….”screditato il Governo e sfasciato lo Stato”.   Le trattative proseguirono in un clima tutt’altro che propizio, e quando si giunse ad un formale accordo fra CLNAI e comando supremo, la delegazione della Resistenza italiana fu posta di fronte a termini formulati con tono perentorio, intransigente e senza…contropartite.                                                                                                                     La conclusione dell’accordo implicava, di per sè stesso, un riconoscimento degli organi direttivi della Resistenza italiana.      Fu in base a questa considerazione che i delegati del CLNAI, il 7 dicembre, si risolsero a sottoscrivere la dura convenzione:
La delegazione del CLNAI ripartì per il Nord una settimana dopo, avendo deciso di lasciare a Roma Giancarlo Pajetta per proseguire contatti e trattative con alleati e Governo; il 21 dicembre Pajetta ottenne da Bonomi un riconoscimento (ufficializzato il 26 successivo) che, malgrado i suoi limiti, era pur sempre un atto del Governo italiano:
File0307  “” Il Governo italiano riconosce il Comitato di liberazione nazionale alta Italia quale                  organo dei partiti antifascisti  nel territorio occupato dal nemico.                                                                  Il Governo italiano delega il CLNAI a rappresentarlo nella lotta che i patrioti hanno impegnata contro i fascisti ed i tedeschi nell’Italia non ancora liberata.””                
 Nel trasmettere a Milano il documento, G.Pajetta spiegò con una lettera che questa era la massima concessione ottenibile…..”il passo avanti può essere rappresentato dal riconoscimento ufficiale e dall’atto ufficiale. Il contenuto sarà dato dall’attività patriotica del CVL…la situazione non è facile per fare molto per voi…Tutto quello che farete per rafforzare  e rendere effettiva l’unità nazionale, sarà utile oggi e per l’avvenire.”                                                                                              clicca per  ingrandire!                                                                                                

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                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Giancarlo Pajetta all’epoca della missione CLNAI e la notizia del riconoscimento diffusa dalle formazioni   Valsesia e Verbano-Cusio-Ossola

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Volendo affrettarci, per partecipare al corteo di Milano, con cui celebreremo il 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, concludiamo come al solito, fornendo alcuni riferimenti bibliografici e web per eventuali approfondimenti sull’argomento trattato.

Con il medesimo titolo, “Storia della Resistenza italiana” suggeriamo:    R.Battaglia – Torino,Einaudi,1953 ;   M.Salvadori -Neri, Venezia1955; Garritano-Battaglia “Breve storia…..” -Torino, Einaudi 1955.                                                                   Sulla rete, segnaliamo: https://books.google.it/books?id=G5wIkmaUK7oC&pg=PA57&lpg=PA57&dq=Bonomi+e+il+CLNAI&source=bl&ots=hjIHu7zRhD&sig=VMM6tbmuuivSYx20mkzQs3g8NPs&hl=it&sa=X&ei=yZc6VZezLsvkUoT9g5AO&ved=0CCAQ6AEwADgK#v=onepage&q=Bonomi%20e%20il%20CLNAI&f=false                                https://books.google.it/books?id=6Z1OE3Tx8N8C&pg=PA145&lpg=PA145&dq=Bonomi+e+il+CLN#v=onepage&q=Bonomi%20e%20il%20CLN&f=false                                                                                                                             http://www.sapere.it/enciclopedia/Resist%C3%A8nza.html                                                                             https://www.google.it/search?q=Bonomi+e+il+CLNAI&ie=utf-8&oe=utf-8&gws_rd=cr&ei=D6A6VefZNsWtUYjpgbgD#q=Bonomi+e+il+CLNAI&start=30

 

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