Archivio | giugno, 2014

Fra Nevegal e Bosco del Cansiglio…fu subito “guerra ai Tuder”

23 Giu
L’alleato nazista, che dopo la caduta di Mussolini aveva precipitosamente provveduto alla ridislocazione delle proprie truppe a ridosso dei centri nevralgici ,dimostrò chiara consapevolezza dell’incidenza strategica dell’asse auto-ferroviario che scorre fra Verona e Trieste, di quanto fosse prezioso l’apporto di un diffuso insediamento di industrie meccaniche e produttrici di beni civili, ubicate fra Vicenza,Padova e Treviso. Vitale risultava, per il vettovagliamento delle truppe occupanti, la densità delle imprese agro-alimentari e dell’allevamento, comprese nel quadrilatero Verona-Mantova-Ferrara-Treviso. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, accusato di tradimento l’esercito italiano, i militari allo sbando furono immediatamente catturati e concentrati al campo di Bolzano  per essere poi avviati ai lager ed al lavoro forzato all’interno del Reich. Già il giorno 18  le province di Bolzano, Trento e Belluno furono dichiarate annesse allo Stato hitleriano e costituenti parte dell’ Alpenvorland,  dichiarata Zona  operativa militare delle Prealpi, ed assoggettata a tutti gli effetti (militari, politico-amministrativi e giuridici) alle leggi e disposizioni di guerra del Reich.   A questo punto le vie del Brennero e di Tarvisio erano assicurate alla agevole calata dei corpi corazzati germanici, avviati  nel meridione della penisola a contrastare l’avanzata degli alleati anglo-americani.  alpenvorlandPer chi voglia approfondire le proprie conoscenze su questo particolare aspetto delle annessioni etno-militari della germania, durante la seconda guerra mondiale, possiamo suggerire:

 “Alpenvorland e Resistenza – tre testimonianze – di Vincenzo Calì  Ediz. Temi  2014

“Il clero e l’occupazione nazista nell’Alpenvorland”     http://www.youtube.com/watch?v=d5A3 

Difficile tornare alle proprie case per i militari – dislocati a Nord del Po ,  operativi nei corpi od in territorio francese e jugoslavo – messi allo sbando dai propri comandi. Affidandosi a commilitoni più intraprendenti o per sfuggire ai rastrellamenti tedeschi, fu per loro naturale riparare nelle vicine prealpi bellunesi, specialmente per quanti erano mobilitati nei presidi  di Padova,Treviso, Venezia e Belluno (alpini,autieri e specializzazioni).
 Chiunque dia uno sguardo alla cartina del Veneto constaterà come il “rifugio” più consigliato, dall’ambiente naturale e per la relativa vicinanza del territorio, fosse quella “corona” orografica che contorna per gran parte, ad Est, la città di Belluno, quel concatenarsi di foreste ed altopiani compresi fra il gruppo del Nevegal ed il Bosco del Cansiglio.
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 Clicca per ingrandire!     ,File0227 Anche qui, come altrove, alla costituzione dei primi raggruppamenti,contribuirono  i “quadri” operai organizzati clandestinamente dal PCI – ma non mancarono apporti socialisti e dal mondo cattolico –  gli elementi antifascisti delle “leve” richiamate durante il drammatizzarsi degli eventi bellici. Più che altrove, ebbe qui un ruolo importante(prese di posizione, redazione di proclami e bollettini contro il regime) il mondo universita rio che, nell’Ateneo di Padova, aveva goduto dell’esempio luminoso del Prof. Concetto Marchesi  e di Eugenio Curiel.            Se si considera che la larga maggioranza del clero bellunese ( non solo il piccolo) si schierò contro l‘ideologia pagana del nazional-socialismo, si comprenderà facilmente come questa zona del Paese divenne insediamento di consistenti formazioni partigiane e teatro di cruenti ed efficaci combattimenti, che si protrassero – contro i tedeschi in ritirata – fino ai primi giorni del maggio 1945.                                                                                                         Diciamo subito che i due gruppi partigiani  che si costituirono, già il 7 novembre 1943 – il Boscarin sulla sinistra piave e quello  dei trevigiani alle propaggini del Cansiglio – alla Liberazione sfoceranno in una grande Divisione, la” Nino Nannetti”, composta da ben      8 Brigate inclusive del Gruppo di  Brigate Garibaldi “Vittorio Veneto”.  Sovraintese alla trasformazione dei primi nuclei in brigate il comunista Amerigo Clocchiatti, esponente del Comando veneto delle Garibaldi(vedi la biografia sul sito dell’ANPI).La stretta collaborazione fra G. Battista Bitto e Don Giuseppe Faé – parroco del paesino di Montaner (frazione del Comune di Sarmede)  – fece della canonica di quest’ultimo, coadiuvato dalla sorella Giovanna (sua “perpetua”), la base logistica di protezione degli sbandati e prigionieri alleati, poi di supporto e smistamento di gruppi sempre più consistenti  verso il Cansiglio, dopo aver in vario modo favorito l’attuazione dei primi sabotaggi e prelievi di armi in stazioni dei carabinieri della zona.
Da questa piccola parrocchia –   molto magazzino ed un poco Quartier generale –  il 26 marzo 1944  venne il disco verde  per un congruo numero di montaneresi, guidati da G.B. Bitto “Pagnoca” per raggiungere la foresta che estende le sue propaggini sui versanti delle province di Belluno,Treviso, Udine e Pordenone. L’indomani, probabilmente per una soffiata suggerita dai preparativi della vigilia, Don Faé e la sua perpetua, vennero arrestati; la sorella Giovanna fù deportata in un lager nazista da cui non fece più ritorno, mentre il parroco – per insistente intercessione del vescovo di Pordenone – fu relegato a domicilio coatto nella sua canonica, sino alla Liberazione.              
Da allora, e sino alla morte (1966) nella sua Montaner, usò sempre firmarsi “Don Galera” .   40480_foresta_del_cansiglio_nei_pressi_di_piancavallo_tambre           Digitando:   http://www.lanuovabottegadell’elefante.it      chi ci segue potrà attingere da brevi note del  diario partigiano di Giorgio Vicchi, appartenente ad una formazione schierata fra il marzo e giugno 1944 a Casello Candaglia; si tratta di una esposizione molto najf, che ha il merito indubbio di proporre con immediatezza il vivere quotidiano, fra stenti, paure ed azione. A chi voglia approfondire la propria conoscenza sulla  figura di Don Galera, suggeriamo i video-clips contenuti in :  http://www.diocesivittorioveneto.it/camper/REStoria.

 

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